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Fondazione della Comunità di Ferrara e Provincia Ente Filantropico

Italia, un Paese disuguale: Ferrara al centro del dibattito sulle aree marginali


Si è tenuto presso la Biblioteca Ariostea il convegno dedicato alle nuove geografie delle disuguaglianze in Italia. Un’analisi profonda che parte dal territorio ferrarese per interrogarsi sul futuro della coesione sociale e dei servizi pubblici.

In un’epoca segnata da profonde trasformazioni demografiche ed economiche, il confine tra "centro" e "periferia" non è più solo una questione di chilometri, ma di diritti e opportunità. È questo il tema centrale del convegno "Italia, un Paese disuguale", svoltosi nella sala Agnelli della Biblioteca Ariostea.

Oltre il dualismo Nord-Sud: l’Italia di Mezzo

L'incontro ha messo in discussione la visione tradizionale di un’Italia spaccata semplicemente tra un Nord produttivo e un Sud in ritardo. Oggi il Paese appare come un "vestito di Arlecchino", un mosaico complesso dove le disuguaglianze colpiscono trasversalmente le aree interne, le montagne e le province.

Il focus si è spostato sulla cosiddetta "Italia di Mezzo", quella realtà che non è né polo metropolitano né area depressa, ma che vive oggi una crisi di identità e di servizi. Come evidenziato durante il dibattito, il rischio è che la "mancanza di riconoscimento" delle esigenze di questi territori si trasformi in una profonda ferita sociale.

Il caso Ferrara: tra passato e futuro

Un’attenzione particolare è stata dedicata alla provincia di Ferrara. Attraverso gli studi presentati, è emersa una fotografia chiara delle dinamiche demografiche locali: dalle "sette montagne" alle pianure del Basso Ferrarese.

Storicamente, tra la metà degli anni ’90 e il 2010, investimenti cospicui e l’utilizzo strategico dei fondi strutturali europei avevano permesso di ridurre le distanze e creare una base industriale in zone penalizzate. Tuttavia, la crisi economica e il recente indebolimento istituzionale hanno invertito questa tendenza. La preoccupazione maggiore riguarda oggi i presidi sanitari e la tenuta del welfare: quando la spesa pubblica si contrae e i servizi scompaiono, il territorio reagisce con un senso di abbandono che alimenta il dissenso politico.

Una sfida politica, non solo tecnica

Il convegno si è concluso con un forte appello alle istituzioni, in primis alla Regione Emilia-Romagna. La questione delle aree marginali non può essere derubricata a mero problema tecnico; è una priorità politica.

"Se le mappe cognitive delle élite non includono la vita quotidiana e i bisogni delle periferie, la coesione sociale si spezza", è stato ribadito durante le conclusioni. Riportare i margini al centro della discussione significa investire sulla sanità, sui trasporti e sulla cultura, garantendo che nessun cittadino, indipendentemente dal luogo in cui vive, si senta "invisibile".

L'evento si è chiuso con un invito alla riscoperta del patrimonio locale, ricordando che la bellezza di luoghi come Palazzo Paradiso e la tomba di Ariosto sono le fondamenta su cui ricostruire l'identità e il rilancio del nostro territorio.

Hanno introdotto: Sabrina Lucatelli (Riabitare l’Italia e Ocse) e Gaetano Sateriale (ASviS Emilia Romagna). 

Relazioni di:
Filippo Barbera (Riabitare l'Italia e Università di Torino), L'Italia del malcontento. Le disuguaglianze escludenti;
Rosanna Nisticò (Riabitare l'Italia e Università della Calabria), Un Paese polarizzato. Le disuguaglianze territoriali;
Teresa Capua (Nucleo di valutazione Regione Emilia Romagna), La Snai, policy per ridurre le disuguaglianze. Il caso del Ferrarese.
Gianluigi Bovini (Riabitare l'Italia, Capo Area Programmazione, Controlli e Statistica per il Comune di Bologna), presentazione del libro "Sette montagne, otto colline una pianura"

 


Guarda il video integrale dell'incontro: Italia, un Paese disuguale - Video Integrale