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L'eredità di Guido Carli e il futuro dell'Europa: a Palazzo Barbantini-Koch la lezione dello statista per le sfide di oggi


L'eredità di Guido Carli e il futuro dell'Europa: a Palazzo Barbantini-Koch la lezione dello statista per le sfide di oggi - Sala a palazzo koch

Giovedì 15 ottobre si è tenuto a Ferrara, nella prestigiosa cornice di Palazzo Barbantini-Koch, il convegno «L'attualità di Guido Carli nell'Europa di oggi: istituzioni, mercati e il futuro del Paese». Promosso in partnership dalla Fondazione di Ferrara EF e dall’Associazione di Cultura Economica e Politica "Guido Carli", con l'ospitalità de La Galleria BPER, l'incontro ha visto la partecipazione straordinaria del Senatore Pier Ferdinando Casini. Tra memoria storica, rigore finanziario e integrazione europea, il dibattito ha offerto una profonda riflessione sulla governance economica globale e sul ruolo pedagogico della politica verso le nuove generazioni.

Un polo di cultura e comunità: la restituzione di Palazzo Barbantini-Koch

Il convegno del 15 ottobre ha segnato la prima iniziativa pubblica all'interno di Palazzo Barbantini-Koch all'indomani della sua solenne riapertura, dando il via alla nuova stagione culturale dell'immobile. Inaugurato nel 1911 e storica sede dell'ex Cassa di Risparmio di Ferrara, Palazzo Barbantini-Koch è stato infatti oggetto di importanti lavori di restauro durati oltre quattro anni, che lo hanno trasformato in un presidio culturale polivalente grazie a La Galleria BPER, diventando sede museale di parte della corporate collection dell'istituto e di mostre temporanee.

Nel suo intervento d'apertura, il Presidente della Fondazione di Ferrara, Riccardo Maiarelli, ha espresso intensa emozione nel ritrovare un luogo identitario per la società civile ed economica ferrarese, interpretando la rinascita dell'edificio come un atto di autentica «restituzione» alla città. Maiarelli ha evidenziato il nuovo corso della Fondazione, che torna ad essere anche ente erogatore a beneficio della comunità. A tali parole si è unito l'auspicio di Sabrina Bianchi, Responsabile Heritage e Patrimonio Culturale di BPER Banca, che ha sottolineato la filosofia dell'accoglienza dell'istituto e il desiderio di stabilire un dialogo permanente con la città attraverso un articolato calendario di manifestazioni culturali.

L'evento ha visto anche la partecipazione delle massime autorità cittadine e regionali, tra cui il Prefetto Massimo Marchesiello, il Consigliere Regionale Paolo Calvano e i vertici del Polo Museale Ebraico di Ferrara. Portando i saluti dell'amministrazione comunale, l'Assessore al Bilancio e al Turismo, Matteo Fornasini, ha ricordato la costante espansione attrattiva di Ferrara, indicando la figura di Guido Carli quale insostituibile bussola istituzionale per coniugare il rigore dei conti pubblici con la crescita e lo sviluppo del tessuto imprenditoriale.

Il radicato legame con il territorio ferrarese

Come rimarcato in apertura dal moderatore Cristiano Bendin, Capo Redazione di Ferrara per Il Resto del Carlino, la scelta della città estense risponde a un preciso vincolo storico e culturale. Ferrara ospita infatti dal 25 marzo 2022 la sede regionale dell'Associazione "Guido Carli".

Lo statista ed economista — già Governatore della Banca d'Italia, Presidente di Confindustria e Ministro del Tesoro — vantava d'altronde profonde radici locali, essendo stato persino consigliere comunale d'opposizione per la Democrazia Cristiana a Comacchio dal 1985 al 1990. La sinergia tra la Fondazione di Ferrara EF e l'Associazione Carli salda così il radicato senso di appartenenza locale con una prospettiva analitica di respiro nazionale ed europeo.

L'analisi del Senatore Casini: «L'Europa non è un vincolo contabile, ma una scelta di libertà»

L'intervento dell'ospite d'onore, il Senatore Pier Ferdinando Casini (già Presidente della Commissione Affari Esteri del Senato e della Commissione d'inchiesta sul sistema bancario), ha delineato l'eredità ideale di Carli prendendo le mosse dal valore profondo dell'integrazione comunitaria. Per Guido Carli l'architettura europea non ha mai rappresentato una mera costruzione finanziaria o procedurale, bensì una fondamentale scelta politica di civiltà, volta ad ancorare l'Italia alle democrazie liberali e a preservare la pace continentale.

Soffermandosi sullo scetticismo antieuropeo, Casini ha osservato come esso sia stato spesso alimentato dalla tendenza della classe politica a usare le regole comunitarie come comodo alibi esterno per non spiegare apertamente ai cittadini i sacrifici necessari. Le criticità odierne, ha rimarcato il Senatore, non nascono dunque da un eccesso di presenza europea, quanto piuttosto da un drammatico deficit di integrazione. Richiamando le recenti analisi di Mario Draghi ed Enrico Letta, Casini ha avvertito che senza un effettivo mercato unico dei capitali, un'unione fiscale e una reale politica estera e di difesa comune, l'Europa rischia la marginalizzazione geopolitica di fronte all'impetuosa crescita di giganti internazionali. Se nel dopoguerra le nazioni europee producevano circa la metà del PIL globale, oggi si avviano infatti a rappresentare appena il 12-13% della ricchezza mondiale.

A conclusione del suo ragionamento, il Senatore ha richiamato la necessità primaria di salvaguardare le istituzioni liberaldemocratiche. La democrazia, ha ricordato Casini citando il pensiero carliano, non si esaurisce nel mero momento elettorale, ma vive del rispetto dei pesi e contrappesi costituzionali — dall'autonomia della magistratura alla Corte Costituzionale, dalle Autorità indipendenti fino alla Presidenza della Repubblica —, argini indispensabili per tutelare la società civile dalle spinte populiste e demagogiche.

La riflessione di Federico Carli: il coraggio del negoziato e la natura dello Stato

A ripercorrere le tappe salienti del percorso intellettuale e politico dello statista è stato il Presidente dell'Associazione "Guido Carli", Federico Carli, che ne ha ricostruito la formazione cattolica e il fondamentale sodalizio con Sergio Paronetto e Alcide De Gasperi.

Rievocando i complessi negoziati per il Trattato di Maastricht, Federico Carli ha ricordato come l'allora Ministro del Tesoro si batté per introdurre elementi di flessibilità nei parametri di bilancio, opponendosi alle rigide soglie caldeggiate dai paesi del Nord Europa. In quelle sedi, Carli evocò la tragica lezione storica della Repubblica di Weimar e del Cancelliere Brüning per dimostrare che il rigore monetario non deve mai soffocare la crescita economica né sacrificare la coesione sociale e il progresso dei popoli.

Nel pensiero di Guido Carli, il libero mercato costituisce un'istituzione regolamentata che richiede uno Stato forte, autorevole ed efficiente, capace di emanare norme chiare e di abbattere le pastoie burocratiche senza soffocare la libera iniziativa privata. Allo Stato spetta il dovere imprescindibile di garantire i beni pubblici primari, quali sanità, istruzione, infrastrutture, welfare e difesa. Se nel secondo dopoguerra Carli sostenne il mantenimento dell'IRI per guidare la ricostruzione industriale del Paese, da Ministro del Tesoro promosse con eguale lungimiranza la stagione delle privatizzazioni, con l'obiettivo di rendere l'economia italiana più trasparente, competitiva e moderna.

La pedagogia della politica e la proposta per la formazione dei giovani

Il dibattito si è infine soffermato sul rapporto tra stabilità di governo e responsabilità della politica. Nel descrivere i governi tecnici come «antibiotici» indispensabili per superare le fasi di emergenza acuta, Casini ha ribadito che la fisiologia della democrazia risiede nei governi politici sostenuti dal consenso e dalla responsabilità elettiva.

Entrambi i relatori hanno rivolto un accorato appello alla «pedagogia della politica», intesa come la capacità di guidare la cittadinanza attraverso la verità e la spiegazione della complessità, rifiutando le scorciatoie della demagogia o la rincorsa umorale dei social media.

Il Senatore Casini ha quindi lanciato una proposta concreta alla Fondazione di Ferrara: strutturare percorsi permanenti di formazione civica ed economica dedicati alle nuove generazioni. Cristiano Bendin ha quindi fatto notare al Senatore la presenza in sala di una decina di studenti della Scuola di Sviluppo Territoriale di Ferrara, iniziativa formativa cui già la Fondazione partecipa e che risponde proprio all’invito rivoltole, trattandosi di un cantiere educativo permanente, affinché i giovani ferraresi possano trovare solidi punti di riferimento e prepararsi a diventare la classe dirigente di domani.