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Fondazione della Comunità di Ferrara e Provincia Ente Filantropico

Una nuova Fondazione per Ferrara: il futuro riparte dalla Comunità


Ferrara, 16 giugno 2026 – Nella splendida cornice della Pinacoteca Nazionale di Palazzo dei Diamanti si è svolta la presentazione ufficiale della Fondazione della Comunità di Ferrara e provincia. Una giornata storica che segna la ripartenza filantropica del territorio ferrarese, nato da un virtuoso percorso di cooperazione istituzionale e sussidiarietà. 

L'evento ha visto la partecipazione dei principali attori di questa straordinaria operazione di sistema, volta a restituire alla cittadinanza un presidio filantropico autonomo e indipendente. 

Il discorso del Presidente Riccardo Maiarelli ha ripercorso con profonda emozione le tappe che hanno portato a questo nuovo inizio, senza nascondere i momenti più bui della storia recente. 

Il coraggio di guardare indietro

Maiarelli ha ricordato la grave crisi economico-patrimoniale che ha colpito la Fondazione Estense a seguito della messa in liquidazione coatta amministrativa della Cassa di Risparmio di Ferrara nel 2015. Un evento drammatico che azzerò quasi interamente il patrimonio dell'ente e ridusse al silenzio la capacità erogativa locale. 

"Quella fu una ferita non soltanto economica, ma civile e morale per la nostra comunità. Tuttavia, anche nei momenti più bui, abbiamo scelto la via della dignità e dell'azione". 

La Fondazione ha resistito ottimizzando le risorse, attivando il progetto culturale "Spazio Crema" e beneficiando del fondamentale supporto di ACRI nazionale e della Consulta Regionale ACRI, che attraverso il "Fondo di Solidarietà" ha permesso di mantenere accesa la fiammella della beneficenza sul territorio. 

Il patrimonio artistico resta ai ferraresi

Un passaggio chiave dell'operazione ha riguardato le collezioni d'arte. Grazie a un accordo lungimirante, si è scelto di non disperdere il patrimonio accumulato in decenni dalla fondazione Estense (già Fondazione Carife): 

  • Nel luglio 2025 la Quadreria Storica (109 opere per un valore di oltre 6,7 milioni di euro) è stata donata alle Gallerie Estensi. 

  • Altre donazioni per oltre 2,2 milioni di euro hanno interessato il Comune di Ferrara (tra cui opere di Boldini e de Pisis), la Fondazione Teatro Comunale e il Capitolo della Cattedrale. 

  • Complessivamente, gli atti di donazione pubblica sono ammontati a 9.044.311 euro. 

Identità e obiettivi del nuovo Ente Filantropico

La nuova Fondazione di Ferrara, legalmente riconosciuta come Ente Filantropico iscritto al RUNTS, nasce concretamente dalla fusione per aggregazione di quattro enti di origine testamentaria e dei rispettivi patrimoni: Gulinelli, Magnoni-Trotti, Niccolini e Pianori. E a queste quattro voci si affianca l’anima della Fondazione Estense, per custodire la continuità ideale tra la storica fondazione bancaria e la nuova fondazione di comunità: la Fondazione mantiene quindi lo stesso assetto organizzativo, il medesimo Presidente e i componenti storici del consiglio di amministrazione, che negli ultimi anni hanno guidato la fondazione alla fusione, ora sono affiancati da quattro nuovi membri designati rispettivamente dal Comune di Ferrara, dalla Provincia, dall’Università degli Studi e dall’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio. 

L'operatività della fondazione poggerà su un solido accordo con la Fondazione di Modena, che ha stanziato un plafond triennale di ben 14 milioni di euro (2025-2027) a beneficio esclusivo della provincia di Ferrara, che si affianca a un patrimonio di dotazione proprio di oltre 10 milioni di euro. 

Le linee programmatiche per il quadriennio si muoveranno lungo tre macro-aree collegate all'Agenda 2030 dell'ONU: 

  • Area Persona: Focalizzata su welfare inclusivo, contrasto alla povertà educativa e supporto ai giovani. Sono già attivi i primi bandi per 200.000 euro. 

  • Area Cultura: Intesa come leva di emancipazione civica e valorizzazione del territorio. 

  • Area Pianeta: Sostegno alla ricerca scientifica innovativa, transizione ecologica urbana, miglioramento dei servizi sociosanitari e tutela ambientale. 

Tra i progetti di rilievo già operativi figurano "Alleanza Digitale" per l'educazione all'utilizzo dello smartphone da parte dei più piccoli, l'apertura di hub ibridi per l'aggregazione giovanile e il progetto sulle sospensioni scolastiche per trasformare la sanzione in tempo formativo. 

Le voci dei protagonisti e delle istituzioni

Il tavolo dei relatori ha visto alternarsi importanti contributi che hanno evidenziato il valore nazionale dell'operazione ferrarese. 

  • Marco Gulinelli (Assessore alla Cultura del Comune di Ferrara): portando i saluti del Sindaco Alan Fabbri, ha definito la giornata "storica". "Dopo 15 anni la comunità ferrarese torna a beneficiare di un sostegno filantropico strutturato. Di fronte alla crisi si è scelto di non guardare al passato con nostalgia, ma di costruire il futuro con profonda responsabilità civile". Gulinelli ha poi rimarcato come la cultura non sia un accessorio, bensì il fondamento stesso dello sviluppo di una comunità. 

  • Dott. Vincenzo Meola (Dirigente Vigilanza Fondazioni – MEF): ha espresso il vivo apprezzamento del Ministero dell'Economia e delle Finanze per il modello aggregativo realizzato. Meola ha evidenziato come la leva fiscale introdotta con la Legge di Bilancio 2023 abbia offerto lo strumento perfetto per sbloccare la situazione di stallo, incentivando la solidarietà di sistema tra fondazioni. 

  • Matteo Tiezzi (Presidente della Fondazione di Modena): ha sottolineato come l'unione tra tecnica finanziaria e missione sociale generi il vero bene comune. Tiezzi ha spiegato che la Fondazione di Modena ha voluto fortemente azzerare qualsiasi interferenza di governance per preservare la totale autonomia e l'identità culturale della Fondazione di Comunità ferrarese. "Le comunità sono forti quando si identificano in un modello che rimane di loro proprietà". 

  • Prof. Giovanni Azzone (Presidente Nazionale ACRI): ha salutato la neonata fondazione come un nuovo stadio evolutivo della filantropia italiana. Azzone ha posto l'accento sulla vicinanza al territorio e sull'assoluta trasparenza: "La comunità affida le proprie risorse a un soggetto che deve essere fortemente credibile; la credibilità è il nostro capitale più grande". Ha inoltre elogiato Modena per un intervento che fa bene a tutto il sistema Paese. 

  • Prof. Patrizio Bianchi (Università degli Studi di Ferrara): ha garantito il pieno supporto dell'Ateneo ferrarese, richiamando l'articolo 2 della Costituzione sui doveri inderogabili di solidarietà. Bianchi ha ricordato lo straordinario sviluppo dell'Università (oggi a quota 30.000 studenti) e ha evidenziato il bisogno cruciale di investire sulla scuola e sulla rigenerazione del tessuto culturale, specialmente nelle aree marginali della provincia. 

Il Presidente Ing. Maiarelli ha concluso l'incontro con un invito aperto alla cittadinanza, al Terzo Settore e alle imprese: "Il futuro di Ferrara riparte oggi, e riparte da questa comunità unita. Vi chiediamo di camminare insieme a noi".