Inaugurato KM3, il nuovo bar bistrot inclusivo della Città del Ragazzo: è il primo progetto del Bando Persona della Fondazione di Ferrara EF


Un traguardo per la comunità ferrarese: ha inaugurato mercoledì 7 ottobre presso la Città del Ragazzo lo spazio di formazione e lavoro KM3. L'iniziativa, sostenuta nell'ambito del Bando Persona della Fondazione di Ferrara EF, nasce da un modello di welfare generativo sostenuto da enti, istituti bancari e dalla campagna di crowdfunding “Una città per sognare”.
Un momento simbolico per la Fondazione di Ferrara EF
L'apertura di KM3 presso la storica sede della Città del Ragazzo rappresenta una tappa fondamentale per la nuova Fondazione di Ferrara EF. Si tratta infatti della prima inaugurazione ufficiale di un progetto finanziato attraverso il primo bando erogativo della nuova programmazione strategica. Attraverso la sfida del “Welfare Inclusivo” nell’Area Persona, la Fondazione ha premiato un'iniziativa capace di coniugare inclusione lavorativa, formazione e coesione sociale per persone con disabilità e in condizione di fragilità.
Dall'analisi dei bisogni alla nascita di KM3
Il nuovo bar bistrot nasce con il duplice obiettivo di offrire un servizio di ristorazione aperto alla città e di creare un contesto di apprendimento in cui sperimentare percorsi formativi e di autonomia lavorativa.
La gestione è affidata alla Cooperativa Sociale Rigenerazioni Onlus insieme alla Cooperativa Ottantuno, con il supporto educativo e formativo del Centro Studi Opera Don Calabria. All'inaugurazione ha presenziato anche Mons. Gian Carlo Perego, Arcivescovo di Ferrara-Comacchio, che ha impartito la benedizione ai nuovi spazi.
Una rete corale: crowdfunding su Ginger, istituzioni e imprese
Alla realizzazione di KM3 ha contribuito una vasta alleanza territoriale ed extra-territoriale. Oltre alla spinta delle istituzioni locali — con in testa il Comune di Ferrara — il progetto ha visto il sostegno decisivo di UniCredit, Emil Banca, Fondazione San Zeno e Fondazione Intesa Sanpaolo Ente Filantropico.
Un ruolo centrale è stato svolto dalla cittadinanza attraverso la campagna di crowdfunding “Una città per sognare”, promossa sulla piattaforma Ginger, che ha permesso a centinaia di sostenitori privati di contribuire direttamente all'allestimento degli spazi.
«Essere qui oggi ha un significato profondo per la nostra Fondazione», ha sottolineato il Segretario Generale della Fondazione di Ferrara, Marianna Pellegrini. «Si tratta infatti della prima inaugurazione di un progetto sostenuto con il primo bando della nostra neonata Fondazione di comunità. Il progetto è inoltre riuscito ad andare oltre alla sfida “Welfare inclusivo”: è infatti la dimostrazione sul campo di cosa significhi fare welfare generativo: un modello di intervento che non si limita ad assistere, ma trasforma; che non consuma risorse, ma le moltiplica. Prova ne è la mobilitazione sociale straordinaria attivata con la campagna di raccolta fondi. Con KM3 non eroghiamo un intervento assistenziale calato dall'alto, ma mettiamo in atto la valorizzazione delle capacità e delle potenzialità di ciascun ragazzo, mettendole a servizio di un'attività di ristorazione reale e richiesta dal territorio, che esige competenze professionali autentiche, da allenare, affinare e consolidare giorno dopo giorno con l'affiancamento degli educatori. Il risultato è uno spazio che genera opportunità, dove il lavoro diventa lo strumento con cui persone con disabilità o in condizione di fragilità diventano protagoniste, vedendo riconosciute la propria dignità, la propria autonomia e un'identità professionale».
L'importanza dell'intervento è stata ribadita anche dall'Assessore alle Politiche Sociosanitarie del Comune di Ferrara, Cristina Coletti, che ha richiamato la necessità di «tradurre la parola inclusione in autonomia, partecipazione e crescita», e da Alessandro Padovani, Direttore Nazionale della Fondazione Don Calabria per il Sociale ETS, che ha evidenziato come «la normalità di un bar possa offrire occasioni concrete per acquisire competenze e costruire relazioni».