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Fondazione della Comunità di Ferrara e Provincia Ente Filantropico

L'eredità di Guido Carli e le sfide di oggi


L'8 maggio 2026, la Sala Conferenze della Camera di Commercio di Ferrara Ravenna ha ospitato la partecipata presentazione del volume "Per la stabilità monetaria e il mercato. Gli interventi su «Bancaria» di Guido Carli negli anni da Governatore" (Editori Laterza), curato da Federico Pascucci.

L'evento è stato promosso dalla Fondazione di Ferrara, in stretta collaborazione con l'Associazione di Cultura Economica e Politica Guido Carli e la Camera di Commercio. Questo incontro non è stato solo un omaggio a una delle figure più illustri della storia economica italiana, ma un momento di profonda riflessione sulle grandi sfide del nostro presente.

Giorgio Guberti, Presidente della Camera di commercio di Ferrara Ravenna, ha aperto i lavori ricordando le radici ferraresi e comacchiesi della famiglia di Guido Carli. Guberti ha evidenziato come la stabilità economica sia la base del benessere sociale, indicando il grande valore che lega l'istituzione a Carli: l'etica della responsabilità e del rispetto, un'etica che è "superiore alla legge".

A fare gli onori di casa per la nostra istituzione è stato Riccardo Maiarelli, Presidente della Fondazione di Ferrara. Ha espresso viva soddisfazione per il ritorno della neonata "fondazione di comunità" al suo ruolo di faro filantropico e culturale per il territorio. Ricordando la poliedrica carriera di Carli — Governatore della Banca d'Italia, Ministro e Presidente di Confindustria — Maiarelli ha sottolineato come i suoi insegnamenti siano "di grande attualità ma ancora non pienamente applicati". 

Il Presidente dell'Associazione Bancaria Italiana (ABI), Antonio Patuelli, ha definito Guido Carli come uno dei grandi artefici del Trattato di Maastricht e, di fatto, "uno dei genitori dell'euro". Il fulcro del suo intervento è stato l'importanza vitale dell'indipendenza delle banche centrali dalla politica, principio essenziale per garantire il corretto funzionamento del mercato. In un'epoca segnata da pesanti conflitti internazionali, Patuelli ha messo in guardia contro i danni dell'inflazione, la quale "erode la capacità di acquisto" di salari, pensioni e risparmi. Ha concluso ribadendo che il mercato necessita di essere libero ma regolarizzato, perché "senza regole è la giungla".

Il prof. Patrizio Bianchi ha quindi contestualizzato la parola "stabilità" nell'attuale "economia dell'incertezza". Il suo messaggio si è concentrato sul capitale umano: l'investimento più lungo e fondamentale che possiamo fare oggi è quello "nelle persone" e nelle loro competenze, essenziali in un'epoca dominata dall'innovazione e dalla ricerca. Guardando a Ferrara, Bianchi ha lanciato l'ambiziosa proposta di rendere la città una vera e propria "città universitaria", capace di attrarre intelligenze da tutta Europa per generare non solo ricchezza, ma "stabilità civile, stabilità umana".

Il prof. Giovanni Farese ha poi dipinto Guido Carli come un autentico "diplomatico della moneta". Ha riassunto la sua vasta opera in tre grandi pilastri: la cooperazione europea, la gestione della liquidità internazionale e lo sviluppo degli scambi commerciali. Farese ha posto un forte accento sull'integrità etica di Carli, la cui visione era orientata a formare giovani capaci di costruire una "società aperta e giusta", rifuggendo dalla creazione di "faccendieri con la vocazione al gioco d'azzardo".

Federico Pascucci, curatore dell'opera, ha guidato il pubblico nel "dietro le quinte" del libro, che raccoglie 26 interventi pubblicati su «Bancaria» tra gli anni '60 e '70. Pascucci ha spiegato che questi scritti rivelano un Carli meno strettamente "istituzionale" rispetto ai discorsi ufficiali, spesso impegnato in consessi all'estero (in 11 occasioni su 26). Da questi testi emerge un uomo dotato di un'immensa cultura generale, oltre che di impareggiabili doti tecniche, capace di scrivere con grande lucidità e visione.

Le conclusioni sono state affidate a Federico Carli, Presidente dell'Associazione Guido Carli, che ha analizzato le fragilità del sistema capitalistico odierno, definendolo capace di generare immensa ricchezza ma al tempo stesso "instabile, iniquo, inquinante". Ha ricordato i drammi storici e politici innescati dall'instabilità monetaria. Ricordando la forza con cui l'Italia del dopoguerra seppe ancorarsi all'Europa e industrializzarsi, Federico Carli ha lasciato al pubblico un forte messaggio di speranza: è fondamentale avere l'ambizione di "provare a fare la cosa giusta" e perseverare anche nelle fasi più buie e complicate, ispirandosi proprio alla lungimiranza dei grandi padri dell'economia italiana.