Fondazione comunità di Ferrara e provincia. Bedin: “Siamo comunità, partiamo dagli ultimi”

Il presidente di Viale K elogia il lavoro di Maiarelli e della segretaria Pellegrini per essere riusciti a realizzare il nuovo ente filantropico con base nella città estense.
Capita ancora di vedere, in giro per tutta la provincia, pulmini con la scritta “Dono della Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara”. Sono generalmente bianchi e, ricorda Domenico Bedin, “sono durati più della Cassa stessa e ne fanno memoria”.
Per il presidente di Viale K “testimoniano una capillarità di beneficenza e donazioni che hanno sostenuto parrocchie, asili, associazioni di tutti i tipi e colori”. Tutte realtà “al servizio dei più poveri fino alle periferie estreme della provincia”.
Bedin ricorda un impegno della Fondazione e dei suoi operatori che “anche dopo la crisi non si è fermato”. “Anzi – aggiunge – nella eseguità dei mezzi si è manifestata ancor più la ricchezza del cuore e delle volontà di ricominciare”.
“Tutti i passaggi per tornare ad essere una realtà forte e radicata nel nostro territorio – prosegue -, anche se non li conosco nel dettaglio so che sono stati complicati, si devono soprattutto al dottor Maiarelli e alla straordinaria segretaria Pellegrini. La città deve esser loro riconoscente”.
Ora il nome è cambiato, si chiama Fondazione della Comunità di Ferrara e Provincia. Per Bedin “una bella scelta” poiché “siamo comunità e vogliamo esserlo ancor più partendo dagli ultimi e dalle cose essenziali”.
Tra queste individua la sanità, la scuola, l'arte, la cultura che “hanno bisogno di sostegno concreto” ma soprattutto Bedin insiste “sulla solidarietà con chi accoglie e dedica le sue energie ai più poveri”.
“Non è solo questione di soldi – conclude – ma di sentirsi una comunità che cammina insieme senza lasciare indietro nessuno”.